Privacy FaceApp: Che fine fanno le foto caricate sull’applicazione?

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Da alcuni giorni spopolano sui social network foto di amici e di tanti personaggi noti “invecchiati”, realizzate tramite il nuovo filtro “old” di FaceApp.

FaceApp, come si legge anche nella descrizione sul sito ufficiale, è un editor di foto che sfrutta l’intelligenza artificiale per modificare i volti delle persone, tramite l’applicazione di filtri, ventuno dei quali inclusi nella versione base gratuita e altri ventotto presenti nella versione pro a pagamento.

L’app è stata sviluppata dalla Wireless Lab OOO, società con sede in Russia, a San Pietroburgo, e i cui server, ove vengono archiviati i dati raccolti, sono attualmente stabiliti negli Stati Uniti d’America.

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Come funziona FaceApp

Utilizzare FaceApp è veramente molto facile. Basta scaricare gratuitamente l’app sul proprio smartphone, scattarsi un selfie o scegliere una foto esistente sulla propria galleria e caricarla. Dopo di che è possibile iniziare a modificare il volto utilizzando le diverse opzioni di editor presenti: grazie alla tecnologia AI i volti possono essere invecchiati o ringiovaniti, è possibile cambiare il taglio di capelli o anche modificare il sesso.

La trasformazione dell’immagine, grazie proprio al sistema di intelligenza artificiale su cui si basa l’app, risulta abbastanza realistica, rendendo riconoscibile e naturale il volto dell’utente, seppur invecchiato, ringiovanito o con un taglio diverso di capelli.

L’app esiste da qualche anno e già in precedenza è stata in testa nelle classifiche dei download. Ma è indubbiamente la nuova funzionalità che invecchia il voltoa darle in questo momento grande notorietà.

E mentre impazza la FaceApp-mania, viene da domandarsi: dove finiscono le foto caricate su FaceApp? Che uso può farne FaceApp? E la privacy come viene tutelata?

Una prima informazione a riguardo la si ha appena avviata l’app. Prima di poter iniziare ad utilizzarla, appare infatti una finestra pop-up con cui si viene informati che ogni foto selezionata per essere modificata, sarà caricata sul server di FaceApp per l’elaborazione dell’immagine e la trasformazione del volto. Se non si accetta, si apre un’altra finestra pop-up che comunica l’impossibilità di procedere con l’uso di FaceApp.

Per avere, però, più informazioni sulle condizioni di utilizzo dell’applicazione e sul trattamento dei dati personali conferiti utilizzando FaceApp, bisogna andare a consultare i “Terms of Use” di FaceApp e la “Privacy Policy”, presenti sul sito dell’applicazione.

Cosa dicono i “Terms of Use”

È il punto 5 dei “Terms of Use”, denominato “User Content”, con cui si fa riferimento ai contenuti forniti dall’utente, quali foto, video, testi e altri materiali, che FaceApp dettagliai possibili usi delle foto dopo che l’utente le ha caricate sull’app.

Secondo quanto previsto, utilizzando l’app, l’utente concede a FaceApp una licenza perpetua, irrevocabile, non esclusiva, esente da diritti a livello mondiale, interamente retribuita e trasferibile per utilizzare, riprodurre, modificare, adattare, pubblicare, tradurre, distribuire, eseguire pubblicamente e mostrare gli “User Content” in tutti i formati e canali multimediali ora conosciuti o successivamente sviluppati, senza alcun compenso.

Inoltre, l’utente concede a FaceApp il consenso a utilizzare il contenuto fornito indipendentemente dal fatto che includa dati sufficienti a renderlo individuabile, accettando, altresì,che gli “User Content” possano essere utilizzati a fini commerciali.

In sostanza, stando a quanto emerge dai “Terms of Use”, utilizzando FaceApp si rinuncia ai diritti sull’immagine e sugli altri contenuti forniti, consentendo a FaceApp stessa e ai suoi partner un utilizzo per molteplici finalità.

Cosa dice la “Privacy Policy”

La “Privacy Policy”,denominata in italiano “Accordo sulla privacy”,risulta essere molto generica sia nell’elencare le finalità del trattamento, sia nell’indicare eventuali altri destinatari dei dati.

Quanto alle finalità, si legge, infatti, che il titolare del trattamento, tratterà i dati per fornire contenuti e informazioni personalizzati all’utente e ad altri, che potrebbero includere pubblicità online o altre forme di marketing, fornire, migliorare, testare e monitorare l’efficacia del servizio, sviluppare e testare nuovi prodotti e funzionalità, monitorare le metriche come il numero totale di visitatori, traffico e modelli demografici, diagnosticare o risolvere problemi di tecnologia, aggiorna automaticamente l’applicazione FaceApp sul dispositivo dell’utente.

FaceApp si riserva di condividere gli “User Content” e altre informazioni personali, quali quelle ottenute dall’utilizzo dei cookie o dalla geolocalizzazione, con le altre società appartenenti allo stesso gruppo di cui FaceApp fa parte, o che diventano parte di quel gruppo in futuro, denominati “Affiliati”.

Inoltre, FaceApp potrà condividere i dati personali raccolti con i suoi fornitori e con partner pubblicitari di terze parti, al fine di pubblicare annunci pubblicitari mirati verso l’utente.

FaceApp, infine, informa che in caso di fusione, acquisizione, fallimento, scioglimento, liquidazione della società, le informazioni dell’utente potranno essere tra gli articoli venduti o trasferiti e che tutti i dati personali raccolti saranno trattati negli Stati Uniti d’America e negli altri stati ove potrebbero essere stabiliti i server di affiliati e partner di FaceApp.

Quali tutele per gli utenti

Se dopo aver utilizzato FaceApp si volesse ottenere la cancellazione dei dati personali conferiti, disinstallare l’app non servirebbe a nulla. Foto e altre informazioni vengono infatti archiviate sui server della società, attualmente localizzati negli USA.

Il GDPR, a cui è soggetta anche FaceApp per i trattamenti dei dati personali degli interessati stabiliti nell’Unione Europea, consente comunque all’interessato di sapere se sono in corso trattamenti di dati personali che lo riguardano ed, eventualmente, chiederne la cancellazione. Tuttavia, al momento FaceApp non prevede una chiara procedura a ciò finalizzata. L’unica possibilità è quindi inoltrare la richiesta tramite e-mail, tenendo però in considerazione che la società ha sede in Russia e avere effettivo riscontro alle richieste inviate potrebbe non essere così semplice.

In casi come FaceApp, infatti, la vera tutela per gli utenti sono soprattutto gli utenti stessi. Seppur vero che il regolamento generale sulla protezione dei dati prevede diritti e tutele per l’interessato, è altrettanto vero che un conferimento indiscriminato di dati personali, senza prima informarsi sul soggetto che li riceve e su cosa ne farà, espone l’interessato al rischio di vedere compromessa, senza validi motivi, la propria privacy.

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